danno da parto lesioni colpose responsabilità e risarcimento danni

Danno da parto: lesioni colpose, responsabilità e risarcimento danni

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Il risarcimento danni nel caso di danno da parto consiste in una somma di denaro che può essere ottenuta dalla famiglia di un neonato che abbia subito danni alla salute a causa di errori medici commessi durante il parto. L’errata gestione della gravidanza o del parto può, purtroppo, causare lesioni permanenti o decessi al neonato e/o alla partoriente, sconvolgendo la vita di un’intera famiglia.

Quali sono le lesioni da parto?

  • Lesioni pre-partum. Queste lesioni si manifestano a causa di complicazioni non riconosciute o trattate inadeguatamente durante la gravidanza. Alcuni esempi includono:
    • la gravidanza extrauterina, che si verifica quando l’impianto dell’ovulo fecondato avviene al di fuori dell’utero;
    • le malattie contagiose non trattate, che possono influire sulla salute del feto;
    • la sofferenza fetale non riconosciuta, una condizione in cui il feto non riceve sufficiente ossigeno o nutrimento durante la gravidanza;
    • l’omessa diagnosi di malformazioni fetali.
  • Lesioni durante il travaglio e il parto. Durante queste fasi, possono verificarsi varie lesioni tra cui:
    • le deformazioni della testa del neonato: gonfiori, ecchimosi o graffi dovuti alla pressione durante il passaggio nel canale del parto;
    • le emorragie (subgaleali, subaracnoidee, subdurali, epidurali, intraventricolari, intraparenchimali), che possono richiedere cure neonatali intensive;
    • le lesioni ostetriche: fratture della clavicola, lussazioni della spalla, distacchi epifisari dell’omero e paralisi ostetriche.
  • Lesioni post-partum. Queste lesioni emergono dopo il parto e possono essere molto gravi, ne sono un esempio:
    • i danni cerebrali, legati a trattamenti inadeguati delle infezioni contratte dal neonato o a errori nell’affrontare problemi respiratori;
    • l’asfissia perinatale, una condizione grave che riduce il flusso ematico o l’ossigeno al neonato, portando a lesioni multiple agli organi e alla paralisi cerebrale.

Risarcimento del danno da parto: come ottenerlo?

In casi di malpractice sanitaria, la famiglia ha diritto a un risarcimento per il danno da parto subito. Per gestire con successo un caso di danno da parto e ottenere il relativo risarcimento danni è necessario dimostrare che la mamma e/o il bambino abbiano patito un danno, cioè una lesione dell’integrità psico-fisica accertabile. Dev’essere, quindi, dimostrato il nesso causale: i danni patiti dalla mamma e/o dal bambino devono essere stati causati direttamente da condotte mediche e non da precedenti condizioni di salute o circostanze inevitabili della gravidanza o della nascita stessa.

Quando un neonato riporta lesioni per colpa dei medici che hanno assistito la fase della gravidanza e/o del parto, si dovrà innanzitutto valutare tramite consulenza medico-legale quali specifiche lesioni si sono verificate e che incidenza esse avranno nel corso della sua vita. Le lesioni possono essere sia fisiche che psichiche con incidenza diretta sulla funzionalità corporee e mentali del soggetto lesionato (danno biologico). Le lesioni inoltre possono essere temporanee o permanenti. Se temporanee, si farà riferimento ai giorni in cui il neonato resterà ricoverato sino al raggiungimento della stabilità delle sue condizioni. Se permanenti, si parlerà di microlesioni (se la percentuale di invalidità non va oltre il 9%) o di macrolesioni (se la percentuale di invalidità supera il 9%).

Nel danno non patrimoniale subito dal neonato, oltre al suddetto danno biologico, può rientrare anche il danno da lesione di specifici aspetti dinamico-relazionali personali (danno dinamico-relazionale), nonché il danno morale da sofferenza soggettiva interiore.

Nei giudizi di risarcimento del danno da responsabilità medica, nel caso di un neonato invalido oltre al danno non patrimoniale subito esiste anche il danno patrimoniale.  la quantificazione del danno patrimoniale da soppressione della capacità lavorativa patita dal danneggiato deve essere operata escludendo lo scarto temporale tra il momento in cui si è verificato l’errore medico (nascita) e il momento in cui il danno inizierà a sostanziarsi (raggiungimento dell’età lavorativa).

Come denunciare il danno da parto?

Per denunciare un danno da parto è fondamentale agire tempestivamente. I termini legali variano tra 5 e 10 anni dall’evento a seconda dell’azione legale intrapresa. Si può procedere in due modi. Il primo è sporgere una denuncia verso il personale sanitario che si ritene responsabile del decesso o delle lesioni subite dal neonato. Conseguentemente si instaurerà un procedimento penale per omicidio o lesioni colpose. Il secondo, nel caso in cui non ci si costituisca parte civile nel processo penale, è agire direttamente davanti al giudice civile. Si inizia con una formale richiesta risarcitoria alla struttura sanitaria o al medico libero professionista ritenuto responsabile. Se non verrà accolta, si potrà scegliere se invitare la controparte ad una mediazione o se procedere in giudizio.

Spesso, però, riconoscere prontamente i danni, collegarli all’evento iniziale e decidere cosa fare è difficile. Ecco perché conviene affidarsi a una società di infortunistica con comprovata esperienza nei casi di malasanità.

Se hai subito un danno da parto e sei alla ricerca di assistenza medico-legale non esitare a contattare lo Studio Baraldi Risarcimento Danni allo 041.997238. Il nostro team ti aspetta nella sede di Spinea (Venezia Mestre) o nella sede di Montebelluna (Treviso) per una consultazione gratuita. Al tuo fianco per ottenere il massimo risarcimento del danno!

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