differenza tra perdita anticipata della vita e perdita di chance

Perdita anticipata della vita e perdita di chance, ecco le differenze

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La distinzione tra perdita anticipata della vita e perdita di chance è cruciale nel contesto medico-legale e assicurativo, poiché coinvolge aspetti complessi di risarcimento per danni derivanti da errori medici. In questa analisi, esploreremo le differenze tra questi due concetti, basandoci su riferimenti normativi, in particolare la Sentenza della Cassazione Civile, Sez. III, n. 35998 del 27/12/2023, e altre fonti rilevanti.

Perdita anticipata della vita

La perdita anticipata della vita si riferisce a un danno risarcibile derivante dalla riduzione della durata della vita a causa di errori medici. In base alla sentenza citata, questo tipo di danno può essere suddiviso in due componenti principali:

  1. Danno Biologico Differenziale: riguarda il peggioramento delle condizioni di vita del paziente negli ultimi tempi a causa di diagnosi o cure tardive. Esso si manifesta come una diminuzione della qualità della vita, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Il risarcimento è basato sul criterio del “più probabile che non”, dove si dimostra che, senza l’errore medico, il paziente avrebbe vissuto più a lungo, migliorando la qualità della vita stessa.
  2. Danno Morale: riguarda la sofferenza interiore del paziente consapevole delle conseguenze della diagnosi o delle cure tardive sulla durata della propria vita. È inteso come una privazione della capacità di combattere contro la malattia, aumentando così il livello di sofferenza psicologica.

Perdita di chance

La perdita di chance si riferisce alla perdita di una possibilità seria, apprezzabile e concreta, ma incerta, di vivere più a lungo a causa di errori medici. È importante notare che questa possibilità è incerta sia nel quantum (la misura esatta del tempo di vita perso) sia nell’an (la certezza della sua esistenza). Il risarcimento per la perdita di chance è valutato equitativamente e non è direttamente parametrabile ai valori tabellari previsti per la perdita della vita o per il danno biologico temporaneo.

Differenze legali tra perdita anticipata della vita e perdita di chance

Dal punto di vista legale, la perdita anticipata della vita e la perdita di chance si differenziano sia per i criteri causali che determinano le due perdite e su cui si basa il risarcimento del danno subito, sia per il tipo di risarcimento riconosciuto al danneggiato. Vediamo ora la differenza in termini di criteri causali:

  • Perdita anticipata della vita: il risarcimento è basato su un criterio causale del “più probabile che non”. Questo significa che deve essere dimostrato che l’errore medico ha effettivamente causato una riduzione determinabile nel tempo della vita del paziente.
  • Perdita di chance: la valutazione si basa sulla certezza eziologica che l’errore medico abbia causato la perdita di una possibilità concreta di vivere più a lungo, anche se non quantificabile con precisione. Questo implica che, anche in presenza di incertezza sull’efficienza causale quoad mortem, la possibilità persa deve essere considerata seria e apprezzabile.

Per quanto riguarda il risarcimento del danno patito, anche in questo caso occorre distinguere le due fattispecie:

  • Perdita anticipata della vita: il risarcimento copre il danno biologico differenziale, includendo sia gli aspetti morali che quelli dinamico-relazionali del deterioramento della qualità della vita vissuta. Questo risarcimento è riconosciuto sulla base del tempo di vita effettivamente vissuto.
  • Perdita di chance: il risarcimento è valutato equitativamente e non è direttamente correlato ai valori tabellari della perdita della vita o del danno biologico temporaneo. È basato sulla perdita di una possibilità seria e concreta di vivere più a lungo, senza una precisa quantificazione temporale.

Implicazioni assicurative: polizze e risarcimento danni

Le polizze assicurative devono tener conto delle distinzioni tra perdita anticipata della vita e perdita di chance, poiché i criteri di valutazione del risarcimento differiscono significativamente.

  • Perdita anticipata della vita: le Compagnie Assicurative devono valutare il risarcimento in base alla riduzione determinabile della durata della vita del paziente. Questo comporta un’analisi approfondita delle condizioni mediche del paziente prima e dopo l’errore medico, nonché delle cure ricevute.
  • Perdita di chance: le Assicurazioni devono affrontare la valutazione equitativa del risarcimento, tenendo conto della possibilità persa di una vita più lunga. Questa valutazione richiede una comprensione delle probabilità e delle possibilità mediche, piuttosto che una determinazione precisa della durata della vita persa.

Le Compagnie Assicurative devono distinguere chiaramente tra i due tipi di danni per evitare sovrapposizioni e garantire che i risarcimenti siano adeguati e giusti. Secondo la Sentenza n. 35998 del 27 dicembre 2023, i danni da perdita anticipata della vita e i danni da perdita di chance di sopravvivenza non sono generalmente sovrapponibili né congiuntamente risarcibili, sebbene possano essere valutati separatamente in casi eccezionali.

In conclusione, la corretta comprensione e applicazione delle differenze tra perdita anticipata della vita e perdita di chance è cruciale per garantire giustizia e risarcimento adeguato per le vittime di errori medici e i loro congiunti. La Sentenza della Cassazione Civile, Sezione III, n. 35998 del 27 dicembre 2023, fornisce un quadro chiaro e dettagliato su come questi due concetti debbano essere trattati dal punto i vista:

  • Medico: è essenziale comprendere l’impatto degli errori medici sulla qualità e sulla durata della vita del paziente. Per questo bisogna distinguere tra la riduzione effettiva della vita e la perdita di possibilità di una vita più lunga.
  • Legale: le distinzioni si basano su criteri causali e valutazioni equitative, con risarcimenti differenti per ogni tipo di danno.
  • Assicurativo: le polizze devono riflettere queste distinzioni, garantendo che ci siano risarcimenti adeguati e giusti e che i danni siano valutati secondo criteri legali stabiliti.

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