svolta a sinistra su sorpasso la cassazione la freccia non basta

Svolta a sinistra su sorpasso, la Cassazione: la freccia non basta

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Svolta a sinistra su sorpasso, la Cassazione si pronuncia sull’obbligo di controllare chi sopraggiunge da dietro. Ogni qualvolta si compie la svolta a sinistra non basta azionare l’indicatore di direzione per poter compiere la manovra in tutta sicurezza. Sin dalla scuola guida, infatti, ci insegnano che prima di effettuare la svolta bisogna segnalarla con congruo anticipo e controllare gli specchietti retrovisori. Una procedura indispensabile per verificare che non vi siano altri veicoli in procinto di superarci.

Svolta a sinistra: cosa dice il Codice della Strada?

L’art. 154 del Codice della Strada “Cambiamento di direzione o di corsia o altre manovre” stabilisce che:

  1. I conducenti che intendono effettuare manovre come l’ingresso nel traffico, il cambio di corsia, l’inversione del senso di marcia, la retromarcia, le svolte a destra o sinistra, o l’accesso a luoghi non aperti al traffico pubblico devono assicurarsi che queste manovre non creino pericoli o intralcino altri utenti della strada e devono segnalare le loro intenzioni in anticipo.
  2. Le segnalazioni devono essere fatte utilizzando gli indicatori luminosi di direzione del veicolo e devono continuare per tutta la durata della manovra, cessando solo quando la manovra è completata. Se i dispositivi di segnalazione luminosa non sono disponibili, il conducente deve utilizzare segnalazioni manuali, come alzare il braccio verticalmente per fermarsi o sporgere lateralmente il braccio destro o sinistro per girare.

Ulteriori regole riguardano la posizione del veicolo durante le svolte a destra o sinistra e l’obbligo di dare la precedenza ai veicoli in movimento normale durante le manovre di retromarcia e di ingresso nel traffico.

Ricordiamo, in particolare, che:

  • è vietato utilizzare in modo improprio le segnalazioni di cambio di direzione;
  • durante le manovre, i conducenti non devono effettuare frenate o rallentamenti improvvisi;
  • l’inversione del senso di marcia è vietata vicino a intersezioni, curve e dossi;
  • violare il divieto di inversione del senso di marcia può comportare una sanzione da € 87 a € 344;
  • violare le altre disposizioni dell’articolo può comportare una sanzione da € 42 a € 173.

Incidente con svolta a sinistra: chi ha ragione?

La corte di Cassazione ha recentemente trattato l’argomento ed emesso una sentenza riguardante un incidente stradale causato da una svolta a sinistra su sorpasso. La sentenza stabilisce che chi svolta a sinistra deve controllare sia chi proviene dalla corsia opposta, sia chi si avvicina da dietro. Come già detto, l’uso della freccia non basta.

Nella fattispecie analizzata dalla Suprema Corte la conducente di un’automobile aveva effettuato una svolta a sinistra su sorpasso senza accertarsi della sicurezza della manovra. Tale disattenzione aveva purtroppo causato un incidente mortale con una motocicletta.

L’elevata velocità della motocicletta, la presenza di una linea continua e un attraversamento pedonale nelle vicinanze non sono bastati alla conducente dell’auto come fattori contribuenti all’incidente.

La Cassazione ha respinto tutte le obiezioni e ha affermato che il ricorso presentato a seguito della sentenza d’appello era inammissibile perché ripeteva gli stessi motivi già respinti in secondo grado senza affrontare criticamente gli argomenti della decisione impugnata. La Cassazione ha sostenuto che la donna aveva violato l’art. 154 del CdS, in quanto non si era assicurata che non ci fossero veicoli provenienti da dietro prima di effettuare la svolta a sinistra. Quindi, l’attivazione della freccia non era sufficiente. La Cassazione ha anche sottolineato che la motocicletta poteva comunque essere vista, indipendentemente dalla distanza, poiché entrambi i veicoli procedevano in un’ampia strada rettilinea.

In conclusione, la Cassazione ha confermato la condanna dell’automobilista, ritenendo che fosse colpevole per non aver eseguito la svolta a sinistra in modo sicuro. La Cassazione ha respinto le argomentazioni sulla presunta colpa della vittima ricordando che il conducente di un veicolo che si immette in un incrocio deve tenere conto anche della possibilità che gli altri veicoli stiano procedendo ad alta velocità.

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